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La tua vacanza culturale in Valle d'Aosta: Architettura Tradizionale

Esempio di granaiLa pendenza, vincolo importante dell’ambiente di montagna, costituisce un elemento essenziale del paesaggio e dell’architettura agreste. La Valle d’Aosta fa parte dell’area culturale che utilizzava la pendenza per passare, all’esterno, da un piano all’altro di un’abitazione. I villaggi tradizionali sono, in Valle d’Aosta, una sorta di "firma", che riflette l’animo dei propri abitanti, fedeli alle tradizioni e attenti all’ambiente circostante.

Non è possibile parlare di architettura tradizionale senza fare riferimento a qualche nozione basilare sulla vita rurale di un tempo. L’auto sostentamento, assieme al commercio di qualche surplus alimentare (formaggi, castagne e vino), disciplinava tutti i ritmi della vita quotidiana, scandita dagli spostamenti stagionali sui versanti.

Il binomio pane-e-latte rivestiva un ruolo fondamentale, da qui l’importanza delle costruzioni legate alla cerealicoltura, totalmente dimenticata oggigiorno: i granai per il fieno e il frumento che si trovano sporadicamente in tutta la regione ne sono testimonianza. La costruzione di abitazioni rurali ha subito le influenze parallele delle "mode" e degli usi locali, il che ha diversificato i modelli nel tempo e "personalizzato" le caratteristiche architetturali nelle diverse valli laterali.

Nel basso Medio Evo, nei villaggi, la fruizione familiare avveniva per fabbricati legati alle diverse funzioni. Questi moduli elementari sono stati spesso accorpati gli uni agli altri per passare, in seguito, a grandi costruzioni che riunivano un utilizzo familiare collettivo sotto un solo grande tetto a due falde, coperto da lose, con o senza corridoi.

L’utilizzo del legno per costruire una struttura, a partire dalle pareti, è intimamente legato alla storia locale dell’insediamento in altitudine, dell’artigianato, del territorio e di una comunità in cui l’industria metallurgica cresce, mentre le foreste deperiscono.

L’uso della pietra è intimamente legato alla proprietà del suolo e all’esercizio stagionale del mestiere di muratore da parte degli uomini della bassa valle del Lys. Quei mastri muratori hanno partecipato alla diffusione dei modelli architettonici e le loro opere contraddistinguono letteralmente l’architettura valdostana, soprattutto a partire dal XIX secolo.

 

Le abitazioni dei Walser – Gressoney

Ubicazione:
229 km da Annecy, 133 km da Chamonix, 210 km da Ginevra, 78 km da Aosta.

Temi architettonici:

Tipiche case walser

La Valle del Lys, come altre valli alpine che circondano il Monte Rosa, è stata popolata, alla fine del Medio Evo, da genti di origine germanica provenienti dall’Alto Vallese: i Walser. Molto legate alle proprie tradizioni e alla lingua “titsch”, le famiglie, specializzate nel commercio dei tessuti, sono emigrate in Europa per secoli, soprattutto nel Breisgau (zona di Friburgo) e nel nord della Svizzera, sempre mantenendo forti legami col paese natale: Gressoney.

Gli stadel - edifici rurali che poggiano su colonne a forma di fungo - si posizionano sulle sponde del fiume Lys, al riparo dalle valanghe e formano piccoli villaggi d’origine familiare; le abitazioni fiancheggiano, qua e là, borghi di case o ville, costruite dai commercianti che hanno fatto fortuna nel XVIII e XIX secolo. In località Noversch, diversi stadel, costruiti dalla famiglia Zumstein, sono strutturalmente esemplari; come pure quelli di Ecko, edificati nel XVII secolo dai Lischtgi.

Grandi strutture di tronchi di larice squadrati e impilati, giuntati agli angoli con incastri a croce (mis-bois), sono costruite su una base in muratura che ospita la stalla, un tempo abitata in inverno, le cantine e soprattutto un corridoio con la scala che sale ai confortevoli alloggi e alle camere, completamente rivestite in legno.

Dal capoluogo di Gressoney-La-Trinité, un sentiero in dolce pendenza conduce in un’ora ai villaggi di Alpenzu. Collocati su una terrazza d’origine glaciale, sul grande sentiero Walser che porta in Val d’Ayas, oltre il Colle Pinter, i 2 borghi sono altrettanti esempi di architettura tradizionale ben conservata. Il percorso è panoramico: domina tutta la Valle del Lys e s’appoggia sul magico fondale dei ghiacciai del Rosa.
 

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